| . | |||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||
|
Etna
Per i siciliani l'Etna è la "montagna", e basta avere la fortuna di
ammirare il suo scuro profilo che si staglia contro il blu del cielo in
una limpida giornata per capire il perché di questo affettuoso
soprannome. Molteplici le possibilità escursionistiche, dal giro dell'Etna completo, lungo la pista forestale dell'altomontana, agli itinerari più o meno impegnativi di media quota nell'incontaminato versante occidentale del vulcano, ai tracciati più tecnici dei freeride e single-track sul quello orientale, ai percorsi fra sciare e grotte laviche del lato nord.
I
Peloritani, naturale prosecuzione dell'Appennino calabro, si innalzano
senza dolcezza, raggiungendo ragguardevoli altitudini soprattutto nei
massicci granitici della Rocca di Novara, detta anche il Cervino di
Sicilia per l'inconfondibile sagoma aguzza. Oltre ai percorsi in cresta esistono numerosi itinerari (tutti abbastanza impegnativi) che si arrampicano fino in cima attraversando ambienti incontaminati tra faggete e castagneti secolari, torrenti e prati.
Il massiccio dei Nebrodi, con le sue vette dalle forme dolcemente
modellate dominate dalla cima del Monte Soro (1847 m s.l.m.), si
sviluppa fra le Madonie ad ovest e i Peloritani ad est, e ospita un
parco fra i più estesi in Italia (oltre 85.000 ettari di superficie). La dorsale dei Nebrodi attraversa tutta l'area protetta per circa 70 km, da Serra Merio, nel comune di Mistretta, fino a Portella Dagara, nel comune di Floresta. E' un lungo itinerario escursionistico che interessa gli ambienti più incontaminati del parco, intercettando lungo il percorso le strade che conducono ai paesini medievali che costellano il territorio, ricchi di antiche tradizioni. Le alternative possibili sono moltissime, dal percorso medio/facile all'impegnativo, ognuno diverso dall'altro per la straordinaria varietà dei paesaggi incontrati in queste zone.
La Valle dell'Alcantara copre una superficie di circa 573 kmq; il fiume,
che nasce nei pressi del paese di Floresta, scorre tra il massiccio
vulcanico etneo a sud e le propaggini meridionali dei monti Nebrodi e
Peloritani a nord, raggiungendo il mar Jonio dopo circa 52 km, nel
territorio di Giardini Naxos, presso Taormina, dopo aver attraversato le
campate del famoso ponte di origine araba "Al qantar" (il ponte), dal
quale derivò il nome di questo meraviglioso corso d'acqua, corridoio
ecologico di una vera e propria "Valle delle meraviglie". Trazzere, strade interpoderali, ex tracciati ferroviari attraversano questi splendidi ambienti, protetti dal 2001, anno in cui è stato istituito il Parco fluviale dell'Alcantara.
La leggenda narra che la giovane Persefone venne rapita da Ade, dio
degli Inferi, mentre raccoglieva fiori sulle rive del lago di Pergusa,
nei pressi di Enna. Quello che doveva essere un paradiso in terra adesso
è purtroppo uno specchio d'acqua contornato da un circuito
automobilistico, ma nonostante le inevitabili contaminazioni del
progresso il centro dell'isola conserva tuttora il fascino dell'immagine
classica della Sicilia, con i dolci paesaggi ondulati e le città
abbarbicate in cima alle rocche.
Il parco minerario di Floristella-Grottacalda, 400 ettari accessibili
alle bici, documenta attraverso i suoi reperti di archeologia
industriale un'attività che ha segnato la vita e il destino di questi
luoghi, offrendo tra l'altro lo spunto per belle escursioni nei
dintorni, mentre numerose testimonianze lasciate dagli antichi abitanti
della regione, come la villa romana del Casale, famosa per i mosaici, e
gli scavi archeologici di Morgantina, sono raggiungibili percorrendo i
facili sentieri che seguono i tracciati di vecchie tratte ferroviarie.
Il territorio a sud-est di Catania, nelle province di Siracusa e Ragusa,
oltre a raccogliere la gran parte dei monumenti del barocco siciliano,
riconosciuto recentemente dall'Unesco "Bene dell'Umanità", è prodigo di
itinerari di grande pregio naturalistico. Nonostante il profilo montuoso dolce e con altezze sempre inferiori ai 1000 m, la scelta dei percorsi spazia dal facile (nel fondo delle valli, lungo il mare) all'impegnativo (su e giù per le cave, e in mezzo alle sugherete ancora rigogliose in alcune zone); non mancano neppure tracciati "freeride" da veri intenditori.
Le Caronie, antico nome dei Monti Nebrodi, lasciano il posto verso
occidente alle Madonie, un vero paradiso botanico (Parco dal 1989) che
ospita più della metà delle specie vegetali siciliane, tra le quali
parecchie endemiche, come l'"Abies Nebrodensis", relitto di antiche
glaciazioni, oltre a quasi tutti i rappresentanti di uccelli e mammiferi
presenti sull'isola.
Proseguendo in direzione di Palermo, il Bosco della Ficuzza - riserva di
caccia del re Ferdinando di Borbone - conserva ancora una "foresta
naturale" fra le più belle della Sicilia e con i suoi 5000 ettari di
superficie sicuramente la più vasta della porzione occidentale
dell'isola. La Riserva naturale orientata comprende, oltre al bosco, il
massiccio di Rocca Busambra, sulle cui alture dall'aspetto dolomitico
nidifica ogni anno l'aquila reale, il bosco del Cappelliere e l'area dei
laghetti naturali di Gorgo del Drago.
|
|||||||||||||||||